Le legislazione italiana in tema di divorzio

Le legislazione italiana in tema di divorzio

Nel caso di matrimonio civile (ossia di matrimonio contratto in Comune davanti all’Ufficiale dello Stato Civile), il divorzio è lo scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale, pronunciato con sentenza da parte del Tribunale competente. Le leggi nazionali dei paesi dell’UE dovranno stabiliscono le ragioni per cui puoi chiedere il divorzio o la separazione legale e le relative procedure. Le norme variano notevolmente da un paese all’altro. Chiedi una Consulenza legale Italia!

L’istanza di divorzio o di separazione legale può essere presentata da entrambi i coniugi, come domanda congiunta, oppure da un solo coniuge. La puoi presentare presso un tribunale del paese in cui i coniugi (o uno solo dei due) sono residenti. Se non sei un cittadino di tale paese, devi risiedervi da almeno un anno alla data di presentazione della domanda.

Il procedimento in contenzioso (per la mancanza di accordo dei coniugi) si svolge innanzi al Presidente del Tribunale del luogo in cui il secondo coniuge ha la propria residenza o il proprio domicilio; nel caso in cui il secondo coniuge sia residente all’estero o risulti irreperibile, la domanda di divorzio si presenta al Tribunale del luogo di residenza o di domicilio del coniuge richiedente.

Il tribunale autorizzato a convertire una separazione legale in divorzio è quello del paese dell’UE che ha emesso la sentenza riguardo alla separazione legale – nella misura in cui ciò è previsto dalla normativa del paese in questione. Il tribunale competente per il divorzio può anche decidere sulle questioni riguardanti la responsabilità genitoriale se il minore vive nel paese in questione.

La legislazione che disciplina il divorzio non è necessariamente quella del paese in cui viene chiesto. 16 paesi dell’UE hanno adottato un insieme unico di regole per determinare quale legge vada applicata ai divorzi transfrontalieri. Una sentenza di divorzio o di separazione legale pronunciata in un paese dell’UE è automaticamente riconosciuta negli altri paesi dell’Unione: non sono necessarie procedure supplementari.