Perché non bisognerebbe mai lavare la tazza del caffè

Le nuove tematiche ambientali e il dilagare del movimento #plasticfree, stanno contribuendo all’avvento di comportamenti che mirano al rispetto dell’ambiente anche in ambito lavorativo, dove ad esempio si preferisce utilizzare tazze di caffè in ceramica piuttosto che quelle in plastica.

Tuttavia, la tazza che molti sono soliti deporre sulla scrivania anche se non viene lavata dopo tanti giorni non provoca nessun effetto collaterale.

Lo conferma un professore, Jeffrey Starke esperto di malattie infettive.

Intervistato dal Wall Street Journal ha spiegato in breve che non occorre sciacquare la tazza una volta bevuto il caffè, perché comunque sia, non porta a nessuna proliferazione di batteri al suo interno.

In altri termini, molti dei germi non apportano all’organismo alcun effetto collaterale, ma ci sono alcuni casi in cui è doveroso lavarla: se la tazza è condivisa con qualcun altro oppure se al suo interno è presente qualche residuo di latte o zucchero, perché con il trascorrere delle ore si vengono a creare delle muffe molto pericolose per la salute.

A quanto pare il punto di vista del professore sembra andare contro corrente rispetto alla gente comune: tutti siamo abituati a lavare ogni sorta di utensile al fine di eliminare germi e batteri dal quotidiano.

Ma se ci pensiamo bene, anche utilizzare delle spugne può rivelarsi poco igienico.

Ad esempio, la spugna che abbiamo in cucina può essere davvero dannosa a contatto con gli utensili perché la probabilità che sia piena di batteri è molto alta.

Chi dunque, non lava la propria tazza del caffè immediatamente ma la lascia sulla scrivania per giorni interi a questo punto ha qualche ragione in più per non sciacquarla.

Ma attenzione: se in ufficio abbondano gli uomini, a questo punto è molta la varietà di batteri che aleggiano.

Per quale ragione?

È molto semplice: non sono pochi coloro che una volta usciti dalla toilette evitano di lavarsi le mani ed ecco che i batteri sono in agguato.

 

Come risolvere questi problemi

Ovviamente non è detto che non vi sia un modo per ovviare a queste perplessità: portare a casa la propria tazza e a prescindere da come ognuna la pensa, lavarla sotto l’acqua corrente con un po’ di detersivo e acqua calda e il gioco è fatto!

Non lavare la tazza del caffè da ufficio può portare diversi rischi dal punto di vista della contaminazione.

Una ricerca eseguita qualche tempo fa ha appurato che computer, tastiere, distributori automatici del caffè, rubinetti, maniglie del frigorifero sono dei veri e propri ricettacoli di batteri.

E allora perché non lavarla in ufficio?

Sarebbe altrettanto rischioso per il semplice fatto che la spugna condivisa da più persone è più che mai piena di schifezze.

A questo punto la soluzione migliore sarebbe quella di provvedere negli uffici all’installazione di un distributore automatico che abbia tutto l’indispensabile al suo interno come i bicchieri compostabili e bastoncini in legno e a tal punto il problema non si porrà più come quelli proposti da Pronto Coffee in grado di offrire a tutti coloro che lo desiderano il giusto servizio.