Reato e norme che disciplinano la competenza territoriale del Giudice

La Carta Costituzionale, al primo comma dell’art. 25, scolpisce tra i diritti fondamentali del cittadino in materia di giustizia quello di non essere distolto dal proprio Giudice naturale, precostituito per Legge.
Ciò significa che ogni reato deve essere attribuito alla competenza di un ufficio giudiziario sulla base di norme che regolino in maniera preventiva e precisa quale sia il Giudice chiamato ad esercitare la Giurisdizione: ciò ad evitare che una delle parti processuali possa “indirizzare” il giudizio verso Magistrati di propria scelta.
Proprio per attribuire la competenza a giudicare il reato ad uno dei molti uffici giudiziari aventi sede nel territorio nazionale il Codice di procedura penale detta una disciplina in tema di competenza territoriale.
La regola fondamentale è quella secondo la quale sarà chiamato a giudicare il reato il Giudice avente sede nel luogo ove il delitto è stato consumato.
In altre parole il Giudice competente sarà quello del luogo in cui il reato è stato commesso.
Sono inoltre dettate alcune regole speciali per particolari ipotesi, ed alcuni criteri residuali di assegnazione della competenza territoriale.
Se si tratta di un delitto che abbia provocato la morte di qualcuno, la competenza a giudicare il reato sarà del Giudice del luogo ove è stata posta in essere l’azione o l’omissione che costituisce reato.
In altre parole nel delitto di omicidio, qualora il luogo ove sia avvenuto il decesso della vittima e quello in cui sia stata posta in essere la condotta omicida siano diversi, il processo si svolgerà nel luogo ove l’azione è stata compiuta.
Nei reati cosiddetti permanenti (come ad esempio il sequestro di persona o l’associazione per delinquere) la competenza a giudicare sarà del Giudice avente sede nel luogo in cui è iniziata la consumazione del reato (ad esempio nel caso di un soggetto rapito a Torino e poi mantenuto in prigionia a Firenze e qui liberato o ucciso dai rapitori il processo di svolgerà a Torino).
Per quanto riguarda il delitto tentato la competenza a giudicare sarà del Giudice del luogo in cui è stato posto in essere l’ultimo atto diretto a compiere il delitto poi non realizzatosi.
Il Codice di rito detta altresì delle regole residuali di chiusura, nel caso in cui la competenza territoriale non possa essere determinata attraverso i criteri generali appena descritti.
Infatti, qualora non si riesca ad individuare la competenza territoriale con le regole generali, sarà competente a giudicare il Giudice dell’ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell’azione o dell’omissione.
Se neanche in tal modo può essere determinata la competenza, il processo verrà celebrato davanti al Giudice del luogo ove l’imputato ha la residenza, il domicilio o la dimora.
Infine, qualora tutti i criteri sopra citati non permettano di designare il Giudice competente, questi sarà individuato in quello del luogo in cui ha sede l’Ufficio del Pubblico Ministero che per primo ha iscritto la notizia di reato.
Regole particolari valgono nel caso in cui l’imputato o la persona offesa sia un Magistrato che eserciti le proprie funzioni nel Distretto di Corte di appello ove avrebbe sede il Giudice competente a norma dei criteri generali: in questo caso la competenza a giudicare sarà del Giudice avente sede nel capoluogo del Distretto di Corte di Appello individuato dalla Legge in abbinamento a quello ove esercita le funzioni il Magistrato coinvolto nel processo (in altre parole la Legge ha individuato per ogni Distretto di Corte di appello un altro Distretto ad esso abbinato per il caso di Magistrati coinvolti in un processo).
Altro caso particolare è quello del reato commesso interamente all’estero: in tal caso la competenza verrà determinata con il criterio della residenza, dimora, domicilio, arresto o consegna dell’imputato; qualora invece il reato sia stato commesso solo in parte all’estero la competenza verrà radicata seguendo le regole generali. In ogni caso le conseguenze della denuncia penale nonché la competenza territoriale vanno richieste ad un avvocato penale o giudice competente.