Attivare le utenze in casa: cosa occorre e cosa fare

Quando si va ad abitare in una nuova casa la prima cosa da fare è quella di attivare le utenze domestiche, cioè l’energia elettrica, acqua e gas, che sono fondamentali in ogni abitazione al giorno d’oggi.

Con l’attivazione si inizia la fornitura dei servizi per il cliente che lo ha richiesto.

Le utenze vanno attivate contattando la società di fornitura e sottoscrivendo il contratto scegliendo le condizioni contrattuali più favorevoli, a seconda delle tariffe e servizi aggiuntivi proposte dalle varie compagnie presenti sul mercato.

Cosa occorre per attivare luce e gas

Per attivare la luce sono richiesti dei documenti, come la carta di identità, una bolletta con il profilo consumi e la potenza erogata, un codice POD (Point of delivery), ovvero un identificativo della propria utenza per l’energia elettrica; serve altresì un codice IBAN (se non si preferisce il pagamento tramite bollettino postale).

Per attivare il gas, invece, è richiesto il codice PDR (punto di riconsegna) che identifica il punto fisico di consegna del gas, bisogna indicare la tipologia di utilizzo del gas, dei moduli da compilare forniti dalla società di erogazione (compresa l’attestazione di corretta esecuzione dell’impianto).

Il tutto, per validare la richiesta, deve essere inviato entro 90 giorni al distributore del servizio. Successivamente, il distributore fisserà entro 10 gg lavorativi un appuntamento per l’attivazione da parte del tecnico competente.

Cosa fare in caso di trasferimento

Quando ci si trasferisce presso una abitazione precedentemente abitata da un inquilino è necessario fare la voltura, una procedura che consiste nel cambio del nominativo dell’intestatario del contratto di fornitura.

A volte può capitare che l’inquilino preferisca chiudere il contratto prima che si possa fare la voltura, quando la procedura richiede troppo tempo e quindi non è conveniente per il soggetto intestatario.

Può anche succedere che l’inquilino precedente non abbia pagato la fornitura, in questo caso si tratta di un soggetto moroso e il fornitore può scegliere di interrompere la fornitura per i mancati pagamenti.

L’interruzione avviene sempre con un preavviso da parte del fornitore, che non può interrompere l’erogazione di energia se sussistono casi particolari come delle macchine che tengono in vita una persona. Possono, però, effettuare una riduzione della quantità erogata.

Ciò può avvenire a distanza: il fornitore, grazie alle tecnologie di gestione, può intervenire da remoto per la riduzione o interruzione del servizio. Per riottenere il servizio, in caso di mancato pagamento, occorre saldare il debito ed inviare alla società di fornitura le ricevute che attestino il pagamento effettuato.

Bonus sociale luce e gas

In caso di difficoltà finanziarie, i soggetti possono richiedere un aiuto alle autorità statali come il bonus Energia che consente alle famiglie con basso reddito o alle famiglie numerose di poter ottenere uno sconto in bolletta, a prescindere dal fornitore con il quale hanno concluso il contratto di fornitura.

Per ottenere questo aiuto, il soggetto interessato ed in possesso dei requisiti stabiliti dalle autorità, deve recarsi presso il proprio comune di residenza e compilare degli appositi moduli, allegando la certificazione ISEE attestante la situazione economica.