Le riserve di gas più grandi d’Europa

giacimenti europei di gas

La crisi energetica europea sta avendo effetti molto importanti, sia di natura economica che puramente geopolitica. Se fino a qualche mese fa si pensava alla Russia come l’unico “provider” di gas naturale, oggi quella dipendenza è parte di un problema che non pare risolversi. Quindi, quali sono le riserve di gas più grandi d’Europa e dove si trovano?

I più grandi giacimenti di gas naturale si chiamano “supergiganti”, i quali contengono più di 850 miliardi di metri cubi (30 tcf) di gas. Quali sono e dove sono le riserve europee di gas più grandi?

 

Russia

 

Ovviamente la Russia ospita le maggiori riserve di gas naturale al mondo (circa 1.680 tcf) e si alterna agli Stati Uniti come primo produttore mondiale, a seconda degli anni e degli andamenti economici. Il territorio russo è costellato di giacimenti di gas, situati specificatamente sul Circolo Polare Artico, in una regione della Siberia occidentale a est del Golfo di Ob.

 

Subito dopo la Russia troviamo un altro grande giacimento di gas, il secondo al mondo, che è Urengoy, scoperto nel 1966. Urengoy è così grande da essere diviso in più parti: tre quarti di questo gas sono facilmente raggiungibili nel giacimento più superficiale, profondo da 1.100 a 1.250 metri, risalente al tardo Cretaceo (tra 66 milioni a 100,5 milioni di anni fa). Tuttavia Urengoy ha in tutto 15 bacini idrici separati, alcuni dei quali inseriti all’interno di alcune rocce del Cretaceo inferiore (100,5 milioni – 145 milioni di anni fa).

 

Per raggiungere la parte più profonda del giacimento, dove vi è un condensato di gas, dobbiamo scendere negli strati risalenti al Giurassico superiore (145 milioni – 163,5 milioni di anni fa). Urengoy ha iniziato la produzione nel 1978 e negli anni l’ha diminuita rispetto al “picco”, che tuttavia supera ancora qualsiasi altro giacimento di gas nel mondo.

 

Yamburg è invece il secondo giacimento di gas più grande della Russia ed è stato scoperto a nord del Circolo Polare Artico. Geograficamente si trova a nord di Urengoy e le sue riserve originali erano stimate in 4,7 tcm (166 tcf) di gas, contenute nelle rocce serbatoio del Cretaceo superiore a una profondità compresa tra 1.000 e 1.210 metri.

Per quanto riguarda le zone al di fuori della Siberia troviamo Orenburg, scoperto nella regione del Volga-Urali nel 1967. Aveva riserve iniziali di 1,8 tcm (64 tcf) di gas e iniziò la produzione nel 1974.

 

Europa

 

Il più grande giacimento di gas naturale in tutta l’Europa è Groningen, con riserve originarie comprese tra 2,7 e 2,8 tcm (da 95 a 99 tcf) di cui ne è stato recuperato circa il 60%. È stato scoperto nel 1959 sulla costa olandese ed è entrato in produzione nel 1963. Il primo pozzo ha perforato evaporiti dell’età del Permiano (251,9 milioni – 298,9 milioni di anni fa) in una spessa arenaria basale che produceva gas. La perforazione immediatamente successiva ha delineato un anticlinale di circa 24 km di larghezza e 40 km di lunghezza, che ha un serbatoio basale continuo di arenaria del Permiano ricoperto di evaporiti. Il giacimento contiene gas naturale a profondità comprese tra 2.500 e 3.000 metri.

 

Il secondo giacimento di gas più grande d’Europa è il giacimento di Troll, risalente al periodo del del Giurassico superiore e si trova sotto il Mare del Nord a meno di 100 km al largo della costa della Norvegia. Scoperto nel 1979, si stima che contenesse circa 1,3 tcm (45,9 tcf) di riserve di gas recuperabili. Subito dopo l’inizio della produzione nel 1996, la Norvegia è diventata uno dei maggiori produttori ed esportatori di gas naturale al mondo. Troll contiene più della metà dei 2 tcm (72 tcf) norvegesi di riserve accertate di gas naturale.

 

L’estrazione di gas in Italia

 

Mentre l’Italia? Nel nostro Paese sono stimate diverse aree dove sono presenti giacimenti di gas, soprattutto vicino alle coste dell’Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise, ma anche vicino alle coste della Sardegna e sotto lo Ionio. Migliorando la produzione dei pozzi attivi e rimettendo in funzione altri dismessi, potremmo portare la produzione a 10 miliardi di metri cubi annuali. L’unico problema? Trivellare nuovi pozzi porterebbe a dei dissesti idrogeologici nei mari intorno alla penisola, motivo per cui l’intera produzione di gas italiana è costantemente “monitorata”, al fine di non causare danni su larga scala.