Supermercati senza casse: il business in espansione sul modello “Amazon Go”

Dopo 5 anni di messe a punto, qualche mese fa è stato inaugurato al pubblico il futuristico supermercato Amazon Go, ovvero un particolare esercizio commerciale sprovvisto di casse per il pagamento. I clienti possono prendere qualsiasi prodotto e vedersi sottratto l’importo direttamente sull’applicazione apposita.  All’ingresso bisogna scannerizzare un apposito codice associato alla propria app attraverso un lettore; ciò permette alla tecnologia di associare il cliente al suo mezzo di pagamento.

Il meccanismo di riconoscimento dei prodotti avviene tramite un sofisticato software di intelligenza artificiale, composto da sensori e telecamere. Tale meccanismo è pressoché infallibile, ed anche gli esperimenti condotti fingendo di rubare i prodotti esposti non sono andati a buon fine, il cliente infatti si è visto addebitare l’importo corrispondente all’articolo che ha tentato di trafugare.

Il punto di forza di questo genere di supermercati è l’assenza di code alle casse e l’utilizzo di moneta virtuale. Questi due fattori si rivelano un’accoppiata vincente per incentivare l’acquisto. Infatti, altri supermercati hanno deciso di sperimentare qualcosa di simile, lanciandosi nel business del supermercato stile grande fratello.

I principali competitor

I concorrenti del colosso dell’e-commerce in questo campo sono ben due a San Francisco. Si tratta della società Zippin e dell’azienda Standard Cognition. In entrambi i casi, nei negozi è possibile accedere attraverso un Qr-code identificativo, prendere ciò che si desidera e controllare l’addebito sull’apposita applicazione collegata. Nel secondo caso, l’azienda non ha intenzione di implementare i negozi, ma intende fondare il suo business sulla vendita di questa innovativa tecnologia.

Anche il colosso britannico Tesco intende muoversi in questa direzione, per non farsi trovare impreparato. Infatti, Amazon ha annunciato di voler sbarcare in Europa con i suoi supermercati Amazon Go, partendo proprio dal Regno Unito. Proprio in vista delle prossime aperture, sta cercando degli edifici tra i 400 ed i 500 metri quadri, più piccoli dei supermercati presenti sul territorio. Lo spazio ridotto, però, è dovuto all’assenza di casse che permette di ottimizzare la disposizione dei prodotti.

Anche Tesco ha deciso di ricercare spazi disponibili di circa 400 metri quadri, per sviluppare un meccanismo simile grazie alla sua collaborazione con Trigo Vision, una startup israeliana capace di fornire la tecnologia utile a garantire un sistema di 150 telecamere e l’accesso al negozio tramite codice.

Anche il colosso francese Carrefour sta adottando questa nuova tecnologia in via sperimentale, in un negozio di appena 50 metri quadri ma il cui accesso è consentito solo ai dipendenti, in modo da poter testare ogni aspetto di questo meccanismo prima di lanciarsi nel business in questione. Qui, però, occorre il riconoscimento facciale per poter effettuare il pagamento uscendo dal negozio, non basta prendere ciò che si vuole ed andar via.

Stessa tecnologia prevista per i negozi senza casse proposti dal colosso cinese Alibaba, maggior competitor di Amazon nei territori asiatici. Futuremart, questo il nome dello shop cinese, non è un supermercato ma offre ai suoi clienti oggettistica varia acquistabile anche online. In questo caso, l’addebito del costo della merce avviene sul conto Alipay, un meccanismo simile a Paypal diffuso in Cina.