6 consigli per rendere davvero smart il remote working

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La pandemia ha avuto conseguenze devastanti su tutto il pianeta. Il numero dei decessi continua ad aumentare, e le nostre abitudini, dal lavoro alla socialità, sono cambiate per necessità.

A proposito del mondo del lavoro, i dipendenti di aziende pubbliche e private, nonché i liberi professionisti, si sono visti costretti a prendere nuove misure, volte a garantire il contenimento del contagio da Covid-19.

Siamo nell’ambito dello “smart working“, ossia l’esecuzione di prestazioni lavorative da remoto.

Lavorare in smart working, a primo impatto, sembrerebbe certamente più comodo, confortevole e pratico. Tuttavia, vi sono delle insidie da non sottovalutare. Ci si distrae più facilmente, parlando con i propri cari o venendo “disturbati” dal proprio animale domestico, con la conseguenza che la gestione del tempo potrebbe divenire difficoltosa.

A tal proposito, vediamo alcuni consigli pratici per coloro che lavorano in smart working.

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1 • Comportarsi e “vestirsi” come a lavoro

Comportarsi e “vestirsi” come se si fosse sul posto di lavoro, nonostante si sia tra le mure domestiche, può aiutare ad essere più produttivi nell’ottica dello smart working.

Sta tutto nell’autoconvincimento: vestendosi in maniera sobria – una maglia e un paio di pantaloni, purché si elimini il pigiama! – si entrerà nel mood ideale, potendo svolgere le proprie mansioni con un piglio differente.

2 • Creare uno spazio perfetto in cui lavorare

Affinché sia possibile lavorare adeguatamente, è bene che la stanza prescelta per lo smart working sia funzionale alle proprie esigenze. Un tavolo, una sedia comoda e la cancelleria, oltre ai dispositivi elettronici essenziali, rappresentano i soli unici oggetti indispensabili per lo svolgimento del proprio lavoro.

A livello di arredamento, la stanza in cui si lavorerà dovrà risultare ariosa e ben illuminata, in modo tale da evitare di sforzare gli occhi in modo eccessivo.

3 • “Vietate” le distrazioni digitali

No alle distrazioni digitali. Di nessun tipo. No a Netflix, Prime Video, Spotify o qualsiasi altra applicazione per lo streaming di film e musica. E no, ovviamente, a dispositivi elettronici superflui. No a tablet, televisione e, più nello specifico, no ad applicazioni che possano invogliare a “perdere tempo” online.

E i social? Vietati anche quelli. Non c’è nulla di peggio che addentrarsi su Instagram, Facebook o TikTok durante l’orario di lavoro.

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4 • Stabilire un confine tra privato e professionale

Il privato dovrebbe rimanere privato, e lo stesso vale per il professionale. Affinché si possa lavorare senza problemi, è bene evitare di mischiare le due cose: no all’accoglienza di amici e parenti in casa propria – in orario di lavoro, s’intende – poiché si perderebbe una quantità di tempo considerevole, che invece andrebbe dedicata allo svolgimento delle proprie mansioni.

Il discorso è valido anche per i congiunti. Genitori, marito, moglie, compagno o compagna, nonché figli vari, dovrebbero evitare di disturbare il lavoratore in smart working, così da garantire lui/lei la massima produttività possibile.

5 • Pianificare il programma del giorno (e tentare di rispettarlo)

In smart working, a causa delle distrazioni descritte in precedenza, si potrebbe rischiare di “perdere la bussola”. Per limitare le perdite di tempo, e per essere più produttivi in generale, l’ideale sarebbe pianificare in maniera dettagliata il programma del giorno. E rispettarlo, per quanto possibile.

6 • Prendere aria fuori casa

Infine, anche in modalità smart working, non vi è nulla di più importante del prendere aria fuori casa. No, nessuno ha detto di uscire di casa durante l’orario di lavoro. Ciò che conta è sgranchirsi le ossa al termine della giornata lavorativa – o prima della stessa – in modo tale da evitare di vivere l’intera quotidianità tra le mura della propria abitazione.

Nulla vieta, in ogni caso, di prendersi una pausa ogni tre-quattro ore di lavoro.